Emilio Trabucchi

IN SUO RICORDO

P. Luigi Tremolada

Scienziato e fervente cristiano, così fu ricordato: «uno scienziato che non ha mai nascosto e ridotto le esigenze di Dio, e quando gli si chiedeva una prestazione di servizio e di carità per i più poveri sapeva farlo con modestia, affabilità e tenerezza di padre per molti tra noi sapevano scorgere non tanto Dio, quanto il volto paterno di Dio, buono e sorridente. Sì, perché sorrideva sempre!» (p. Luigi Tremolada, Emilio Trabucchi 1905-1984).

 

Prof. Walter Montorsi

Così anche il prof. Walter Montorsi, professore di Chirurgia a Milano, lo definì come «l’uomo che si sarebbe dovuto a mio dire “imbalsamare”, se mi fosse permessa questa stupefacente battuta, perché uno uguale a lui in fatto di bontà d’animo, di generosità, di intelligenza, di produttività e capacità scientifica, un esempio completo di ogni virtù, non sarebbe nato mai più». Altra testimonianza quella del prof. Alberto Miani «La generosità fu una delle sue caratteristiche più facili da mettere in evidenza: generosità verso gli allievi e le loro famiglie, verso tutti i collaboratori e tra questi i più bisognosi e i più poveri. E ancora la sua grande umanità nel modo di vivere e di convivere con il prossimo che fu assoluta, senza differenze di razza, di età, di ceti sociali. E la sua liberalità nel far vivere nel modo migliore gli altri, il suo rispetto per la persona umana, il riconoscimento del diritto di ognuno di pensare a modo proprio e di programmare il proprio lavoro».

 

Prof. Paolo Mantegazza

Anche il prof. Paolo Mantegazza, rettore dell’Università di Milano per 17 anni, così lo ha ricordato nel libro “Uomini e Farmaci”: «Se l’Università di Milano è oggi un centro di ricerca di primo ordine lo dobbiamo proprio a quel gruppo che allora ha saputo innovare e costruire con fantasia, dedizione e speranza. L’Istituto di Farmacologia è stato uno dei centri propulsori e di rinnovamento della ricerca biomedica nella nostra Università. Il professor Emilio Trabucchi ha saputo cogliere lo spirito innovativo che pervadeva in quegli anni la ricerca biomedica e la farmacologia a livello internazionale ed è riuscito a trasformare il «suo» Istituto in un laboratorio interdisciplinare dove si cominciava a coltivare la medicina sperimentale, aperta a tutte le innovazioni scientifiche, senza restrizioni disciplinari. Personalmente sono stato anch’io attore, fin quasi dall’inizio, di questa storia importante che ha segnato tutta la mia vita, che ha contribuito in modo fondamentale a farmi scoprire il bello e l’affascinante della ricerca, che mi ha insegnato un metodo rigoroso assieme alla capacità di accogliere e di capire le persone.».

 

L’anno successivo alla sua morte è stata fondata la Fondazione Emilio Trabucchi che, ancora attiva, favorisce la ricerca biomedica e l’impegno sociale del Prof. Trabucchi. Allo stesso modo gli è stato dedicato il Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano in via Luigi Vanvitelli.